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 ATTENZIONE AGLI INGANNI DEI RIMEDI DELLA NONNA

 
 
Affidarsi alla tradizione, ai consigli tramandati di generazione in generazione può essere molto pericoloso se si tratta di usare erbe e piante per curarsi. Con tisane, infusi ed estratti dai presunti effetti benefici, o al limite considerati innocui, sono stati danneggiati fegati e polmoni, si sono provocati aborti, ubriacati neonati ed è stata moltiplicata la potenza di farmaci già pesanti. La lista delle piante pericolose è lunghissima, ed è pressoché infinita quella dei preparati che, se mal dosati o presi senza precauzioni, possono comunque provocare danni. Affronta il tema un articolo del quotidiano la Repubblica.

«Abbiamo curato una donna ipertesa - dice Fabio Firenzuoli, presidente dei medici fitoterapeuti e responsabile del Centro di medicina naturale di Empoli - e con una aritmia importante. Prendeva estratto di arancio amaro per dimagrire, una preparazione apparentemente innocua, ma in quel caso pericolosa perché associata a un farmaco per la tiroide. Nessuno aveva avvertito la paziente dei rischi di interazione tra il medicinale e il prodotto fitoterapico».

«Ieri a Empoli - continua la Repubblica - si è svolto un congresso sui rischi legati alle medicine alternative promosso da Società di farmacologia con il sostegno dell´Istituto superiore di sanità. A lungo si sono ritenute efficaci per certi problemi anche piante pericolosissime».

«Secondo le indicazioni internazionali - prosegue Fabio Firenzuoli - chi si fa curare rappresenta circa il 10% di chi ha avuto problemi perché si è affidato al fai-da-te o a credenze sbagliate. Ora il nemico è internet, dove si possono acquistare senza problemi piante pericolosissime, che possono uccidere, come è capitato per il camedrio. A volte basta una leggerezza per provocare un effetto importante. Come quando le mamme danno tinture, ad esempio quella di escolzia, per far dormire i loro bambini. Il problema lì non è la pianta ma la sua preparazione. Le tinture sono estratti alcolici, che fanno ubriacare i piccoli».

«Dobbiamo preoccuparci dei pazienti - conclude il fitoterapeuta Firenzuoli - che vanno alla ricerca dell´alternativa alla medicina e che rischiano di perdersi, tra prodotti poco sicuri come quelli confezionati in India o Cina e personaggi dubbi o vecchie zie, che impartiscono suggerimenti pericolosi. Il riferimento deve sempre restare la medicina occidentale che però deve essere in grado di comunicare di più. Il rapporto medico-paziente va rinforzato per non lasciare solo nessuno».

(tratto da eDott newsletter del 12/12/2008 )

 SORPRESA : I FAGIOLI AIUTANO A DIMAGRIRE

 
Sono molte le ricerche che smentiscono il luogo comune per cui i legumi e in particolare fagioli, fanno ingrassare. In particolare, uno studio pubblicato dal Journal of the American College of Nutrition, dopo aver rianalizzato i dati di una vasta indagine di sorveglianza nutrizionale condotta negli Usa, ha osservato che i consumatori di fagioli presentavano, rispetto ai non consumatori, un più basso peso corporeo e una minore circonferenza vitaIe. Il consiglio arriva dalla pagine del settimanale Salute del Corriere della Sera.

«I fagioli freschi forniscono circa 130 kcal per etto - scrive il settimanale - quelli secchi 300, più o meno come lenticchie e ceci. Dato per scontato che non è il singolo alimento che fa ingrassare, ma l'eccesso delle calorie introdotte rispetto a quelle spese, alcuni studi suggeriscono comunque che i legumi, che sono ricchi di fattori che contribuiscono a promuovere la sazietà, fibra e proteine, possano, contrariamente a quanto molti pensano, aiutare a mantenere un peso salutare».

«I legumi, quali fagioli, ceci, lenticchie, - spiega Carla Favaro, professore di scienza dell'alimentazione, università Milano Bicocca - sono un' importante fonte di fibra alimentare, sia quella insolubile utile per regolare le funzioni intestinali, sia quella solubile che aiuta a controllare i livelli di glucosio e di colesterolo nel sangue. Inoltre hanno un basso indice glicemico: i loro carboidrati vengono digeriti e assorbiti assai più gradualmente rispetto a quelli di altri alimenti, come il pane bianco o le patate, e portano quindi ad un aumento della glicemia molto più contenuto».

«Le diete a base di alimenti ricchi in carboidrati - conclude la Favaro - ma a basso indice glicemico e ad alto contenuto in fibre vegetali, contribuiscano a prevenire la comparsa di diabete tipo 2, di obesità e malattie cardiovascolari. In genere i legumi hanno anche pochi grassi, un buon contenuto di proteine, di vitamine (gruppo B) e di minerali (potassio, zinco, magnesio, calcio e soprattutto ferro). Tanti buoni motivi, quindi, per mangiarli almeno due volte alla settimana (porzione suggerita, 30 g. se secchi; 100 se freschi) dopo averli ben cotti e abbinandoli con i cereali in gustosi piatti unici».

(tratto da eDott newsletter del 2/12/2008 )

 

 

MEGLIO EVITARE EUTIROX E CAFFE 'A  COLAZIONE ?

L'assunzione di alcuni farmaci importanti come la Levotiroxina (indispensabile per tutti coloro che hanno dei deficit tiroidei) è prepotentemente influenzata dalla assunzione di altre sostanze. Il caffé ha una sua particolare azione di disturbo, che è però molto minore di quella data dalla crusca o da farmaci come il Maalox (e simili antiacidi).

Grazie alla segnalazione del prof. Fabrizio Angelini, e alla newsletter del suo aggiornatissimo blog endocrinologico, possiamo segnalare un importante lavoro sulle interferenze della assunzione alimentare nell'assorbimento della levotiroxina. Il prodotto, uno dei più usati in Italia e nel mondo, con il nome di Eutirox o di Tirosint, ha la necessità di potere essere assorbito dall'organismo in modo completo, perché la regolazione dei dosaggi, già di per sé non semplice, diventa in caso contrario ancora più problematica.

Il lavoro cui facciamo riferimento, pubblicato da pochissimo su Thyroid, chiarisce che il caffé bevuto a colazione con l'Eutirox comporta una nettissima riduzione del suo assorbimento, che rimane comunque molto inferiore a quella determinata dalla assunzione contemporanea di fibra e crusca e ancora inferiore a quella di chi assume antiacidi e altri protettori gastrici simili. (Benvenga S et al, Thyroid 2008;18:293-301).

Nell'ordine quindi i peggiori nemici dell'Eutirox e del Tirosint sono gli antiacidi, seguiti dalla fibra e dalla crusca, e poi dal caffé. Il che significa che per normalizzare la tiroide al meglio, visto che una colazione ricca è uno dei fattori che contribuisce a migliorare la funzione tiroidea, ci si deve svegliare un po' prima al mattino, oppure puntarsi la sveglia in modo da potersi bere con acqua semplice la propria terapia sostitutiva, e poi aspettare ancora un oretta nel letto prima di prendersi il proprio caffé e farsi una prima colazione come si deve.

Utile ribadire che l'interferenza all'assorbimento non è dato dalla sostanza in sé, non significa quindi che chi è in terapia con levotiroxina debba evitare di usare cibi integrali o di bere un espresso. Significa solo che la contemporaneità d'uso dei prodotti non è idonea a garantire il miglior assorbimento, mentre il semplice distacco di un'ora (molti suggeriscono solo mezz'ora) nella assunzione dei prodotti consente di avere il massimo beneficio dal caffé, dalla crusca e anche dall'Eutirox.

Attilio Speciani

(tratto da eurosalus newsletter del 2/12/2008 )

 

FERMARSI A RIFLETTERE , RIATTIVA IL CERVELLO

Una mezz'ora di pausa dal lavoro , da dedicare tutti i giorni a se stessi per pensare e ricaricarsi .Quella solitudine assoluta può rivelarsi una risorsa straordinaria, ma bisogna saperla vivere al meglio. Come ? spegnendo la tv, computer e telefonino e magari facendo una bella passeggiata. Per dedicarsi esclusivamente a pensare . Ne parla Repubblica .

" Io la chiamo ascetica metropolitana- spiega Duccio Demetrio, professore di filosofia dell'educazione a Milano Bicocca, autore di due libri intitolati "La vita schiva" e "Filosofia del camminare"- perchè si può esercitare anche nei luoghi del nostro quotidiano, nelle nostre città. Ritagliarsi spazi per pensare fa anche bene da un punto di vista neurologico, perchè aiuta la mente a non fare cortocircuito , a non  ingolfarsi di vita affannata , quotidiana. E fa bene perchè ci decentriamo dalle occupazioni più consuete per esplorare altre possibilità della mente e del pensiero , assicurandoci una ricarica di energia vitale".

" La BBC- scrive Repubblica- ha indicato cosa fare e cosa evitare per permettersi ogni giorno una pausa di riflessione.Il rapporto con il lavoro è la prima cosa su cui intervenire e il pranzo il momento clou dei comportamenti autolesionisti. La maggior parte delle persone saltano la pausa di mezzogiorno, qualcuno la comprime in dieci minuti piazzandosi con un panino in mano davanti al computer".

"Dobbiamo fare in modo - dice David Hunter, della Lifelong learning UK, un grande centro inglese di consulenza per operatori del settore dell'istruzione- che i lavoratori escano all'ora di pranzo. Se lasci la tua scrivania per andare a fare un giro in strada , torni con la mente più fresca e meglio disposto al lavoro". Non è importante mangiare fuori , al ristorante, si può anche consumare il pranzo velocemente, ciò che conta è appunto farsi una passeggiata. "Va bene anche andare al parco a  guardare i passeri- dice ancora Demetrio- sedersi al tavolo di un bar, magari scrivere una pagina del proprio diario, su carta ovviamente. Non bisogna fare niente di eccezionale.    L'importante è essere soli.

"Secondo Giorgio Maria Bressa , docente di psicobiologia del comportamento umano a Viterbo - si legge sul quotidiano romano- non è tanto importante essere soli e nel silenzio quanto essere capaci di ritagliarsi spazi a propria dimensione. Anche durante la riunione di un cda- dice- sapersi isolare per pensare ha a che fare con il controllo dell'ansia. Chi ha un rapporto ansioso con il tempo non riesce a staccare. Già nel primo , agognato , giorno di ferie lo vedrete mettere mano al cellulare per controllare se è acceso".

" Riguardo ai luoghi e alle situazioni migliori per pensare - prosegue Repubblica - Tony Buzan, cognitivista che ha inventato le mappe mentali, forme di rappresentazione grafica del pensiero, spiega di aver chiesto a molte persone dove fossero quando hanno avuto grandi idee. " Al di là dell'età, della razza e dell'educazione hanno tutti indicato le stesse cose: nella doccia , sempre in bagno ma a farsi la barba, nella natura a passeggiare, a letto prima di addormentarsi o appena svegli , in viaggio , in un momento d'ascolto di musica classica".

" Tom  Hodgkinson, fondatore della rivista inglese Idler, che da 15 anni esplora modi alternativi di vivere e lavorare- conclude il quotidiano- mette invece in guardia sui comportamenti da evitare. La tendenza delle grandi aziende- spiega- è quella di  tenerci sempre impegnati. E quando non abbiamo nulla da fare ci distraiamo con una quantità infinita di media, come la tv,le e-mail e internet in generale. E così si finisce per non staccare mai , per non riflettere. E' necessario invece capire- prosegue Hodgkinson - che pensare è importante. E' ciò che ci rende umani".

 

(tratto da edott news del 31 luglio 2008)

 

 

IN ARRIVO "OBECALP", LA PASTICCA CHE CURA TUTTI I MALI DEI BIMBI

Una pillola dall'effetto magico, che cura tutti i guai - creata appositamente per i bambini che si fanno male e poi piangono sconsolati-potrebbe presto venire introdotta nel Regno Unito. Non si tratta dell'ultimo miracolo della scienza, ma di un vecchio trucco da "nonne volpone". Si tratta infatti di uno zuccherino con effetto placebo. Ne parla la Stampa. "La medicina tutto trucco e inganno -si legge nel quotidiano torinese-si chiama OBECALP, ovvero placebo scritto all'incontrario.E' stata realizzata da Jennifer Buettner, americana madre di tre figli, la quale va sostenendo che la pillola sia in grado di "attivare le capacità autocurative del corpo e di stimolare i poteri miracolosi del cervello umano". E, come il rimedio delle nonne, non contiene altro che zucchero".

"Obelcap, commercializzato da Efficacy Brands l'azienda fondata dalla Buettner  -scrive la Stampa- è stata messa in vendita sul mercato statunitense agli inizi di giugno e si prepara ad invaderela sponda britannica dell'Atlantico non appena possibile- al momento mancano le autorizzazioni necessarie. Costerà tre sterline-circa 4 euro- per una boccetta da 50 compresse e ovviamente non ci sarà bisogno di prescrizione medica".

La possibile introduzione nel Regno Unito della pillola magica- spiega il quotidiano-ha però sollevato parecchie perplessità, sia di ordine medico che educativo. Tanto per cominciare , Obelcap- non trattandosi di un medicinale- non dovrà sostenere nessun test clinico. Il reale beneficio dell'effetto placebo si baserà dunque sugli studi precedentemente svolti dall ' Accademia. L'alto contenuto zuccherino della pillola, poi, potrebbe addirittura far male ai denti dei bambini".

"Ma a suscitare i veri dubbi- conclude la Stampa -è la natura potenzialmente diseducativa della pillola. "Se i genitori usano il placebo per consolare i loro figli - si chiede Douglas Kamerow, co-direttore del British Medical Journal - che messaggio danno loro?Forse che le pillole sono la risposta a tutti i nostri dolori e dispiaceri?". Per Anna Lines dell'associazione "Mamme a tempo pieno", l ' Obecalp potrebbe tramutarsi "in una facile scappatoia se non si riesce a parlare con i propri figli "."Cosa succederà-ha detto al tabloid Daily Mail- quando questi bambini cresceranno e si rivolgeranno alla sanità pubblica perchè credono di aver bisogno di medicine?".

(tratto da edott news del 18 giugno 2008)

 

 

 

Crampi allo stomaco? Mal di testa? Una nuova cura azzera questi malanni!!! (e e' gratis)

L’Universita' di Harward non ha certo bisogno di presentazioni. E quindi ottiene una certa credibilita' il professor Sigfrid Hersillon quando presenta, con l’avvallo della medesima, uno studio che dimostra che chi soffre di crampi allo stomaco e mal di testa ha, nel 67% dei casi, un profilo psicologico e comportamentale incredibilmente simile. L’idea di Hersillon e' che alcuni tra i malanni più diffusi potrebbero essere curati intervenendo sul comportamento delle persone proprio perche' esiste una correlazione provata, nel 67% dei casi, quindi non in tutti, con alcuni meccanismi comportamentali.
La cura che Hersillon propone e' molto particolare: intensificare i rapporti sessuali (almeno 21 al mese, non avendo un partner si possono conteggiare anche rapporti autoerotici), ricevere almeno due massaggi di 45 minuti alla settimana, fare almeno due massaggi alla settimana (scambiandoseli non c’e' nulla da pagare) regalare qualche cosa di bello a una persona ogni giorno (valgono anche mazzetti di fiori raccolti nei prati o sveglie telefoniche gentili).
Infine il ricercatore prescrive ai suoi pazienti di iscriversi ogni mese a un corso di qualche cosa e poi, finito il mese, lasciare quel corso e passare a un altro: lo scopo e' quello di poter partecipare almeno una volta al mese a una festa con gente nuova e avere la possibilita' di chiacchierare per almeno 40 minuti con una persona nuova ogni settimana

( tratto da CACAOdella domenica di Jacopo Fo del 15/06/08)

FERTILITA' : SESSO SEMPRE

Fare l'amore tutti i giorni, anzichè dopo un periodo di astinenza, migliora la qualità dello sperma e aumenta quindi la possibilità di avere un figlio. E' quanto emerso da uno studio australiano condotto dal prof. David Greening, che ha coinvolto 42 pazienti con spermatozoi con DNA danneggiato. A loro è stato chiesto una eiaculazione quotidiana: dall'analisi dello sperma è risultato che quello emesso l'ultimo giorno era di qualità migliore rispetto a quello prelevato dopo tre giorni di astinenza.               F.Pase

(tratto dall'Espresso n.19 15/5/2008)

 

LA COLAZIONE FA BENE ALL'UMORE

  La colazione fa bene all' umore degli adolescenti, a patto però che sia ricca di alimenti salutari. Lo rivela uno studio del Telethon Institute for Child Health Research di Perth in Australia, presentato in occasione del recente congresso della Dietitians Association of Australia. E ripreso dal Corriere Salute. "Nella ricerca -si legge nell'inserto settimanale del Corriere della Sera- sono state valutate le abitudini alimentari di circa 800 adolescenti ed è emerso chiaramente che fare una ricca prima colazione con almeno tre categorie di alimenti salutari non solo migliora le prestazioni scolastiche, come già evidenziato in passato da altre indagini, ma gioverebbe anche sul fronte del comportamento e del benessere psicologico". 

"E il solo fatto -prosegue il Corriere Salute- di aggiungere qualcosa di differente alla "solita" colazione, per esempio aggiungere una banana alla classica tazza di latte con i cereali, garantirebbe ulteriori benefici ".

"Dopo il digiuno notturno- spiega il professor Enzo Nisoli, del Centro per lo studio e la ricerca sull'obesità di Milano - bambini e ragazzi hanno più che mai bisogno di introdurre energia e per questo i carboidrati sono perfetti . Latte , marmellata, fette biscottate, oppure cereali e frutta sono l'ideale per iniziare bene la giornata".

"Chi mangia questi alimenti salutari -conclude lo specialista- non solo ha un rendimento migliore di chi salta la colazione, o la fa dando la preferenza a cibi ricchi di grassi , ma  a lungo termine vede migliorare anche la memoria. E forse, come suggerisce lo studio australiano, anche l' umore, probabilmente per merito della varietà di sapori e nutrienti in grado di influenzare positivamente tutto il sistema psicofisico".

(tratto da edott news del 3 giugno 2008)

 

 

LA MELA FA BENE. ANCHE AI CONTI

 Non è più soltanto un proverbio :che una mela al giorno" tolga il medico di torno" pare essere stato confermato dalle ricerche condotte dall' Ente nazionale di ricerca australiano Csiro. Come afferma il dietologo Shane Landon dello stesso ente, la mela è uno dei pochissimi cibi di cui si possa dire con ragionevole certezza che riduce il rischio di malattie cardiovascolari e di alcuni tipi di cancro. Le mele inoltre sono associate alla protezione dell'asma, possono ridurre il rischio di diabete di tipo 2 e aiutano a perdere peso. Secondo l'Apple  Report, il lavoro compilato da Landon attraverso una revisione delle ricerche scientifiche pubblicate negli ultimi dieci anni, le mele hanno il più alto contenuto di antiossidanti tra tutti i frutti di comune consumo. E non basta: secondo il rapporto, se gli australiani mangiassero una mela al giorno il Paese potrebbe risparmiare in costi medico-sanitari circa 150milioni di dollari soltanto per le malattie cardiovascolari

(tratto da  Il farmacista 24/4/08)

 

  ATTACCO DI ICTUS ? ECCO I CINQUE SINTOMI PER RICONOSCERLO

Cinque parole chiave e cinque domande a step per riconoscere i segni distintivi di un attacco di ictus e poter intervenire tempestivamente. Si chiama "Dammi il 5" la nuova campagna di sensibilizzazione sui sintomi dell'ictus realizzata dall'ANN (neurologi americani) insieme all'American College of Emergency Physicians e all' American Stroke Association, lanciata in occasione del congresso di Chicago. Ne parla Repubblica Salute.

"Cinque parole chiave - si legge nell'inserto settimanale- per riconoscere i segni distintivi di un attacco e poter intervenire tempestivamente."

 CAMMINA-ha perso l'equilibrio?

PARLA-pronuncia parole confuse ed ha un espressione vacua?

PERCEZIONE- un lato del corpo è debole o ha perso sensibilità?

VEDE-ha perduto parte della visione?

SENTE-accusa un forte mal di testa?

La campagna-conclude Repubblica Salute- è stata voluta dopo una recente ricerca che ha mostrato come il numero di donne di mezza età colpite sia triplicato e come un intervento medico tempestivo possa rappresentare la differenza tra la vita e la morte. Testimonial l'attrice Morgan Fairchild, che per anni ha assistito la  madre colpita da ictus.

(tratto da farmacia news n.5 maggio 2008)

 

DIVERTICOLOSI : INTERVENTO DIETETICO

Prevenire la diverticolosi  a tavola è possibile: una dieta corretta deve apportare quotidianamente 25g di fibre. Frutta e verdura sono da considerasi i mattoni fondamentali per una corretta prevenzione della diverticolosi.La verdura andrebbe mangiata due volte al giorno, almeno una volta cruda, variandola il più possibile e preferendo carciofi, sedano, melanzane, catalogna, cavoli, fagiolini, funghi,carote, patate, spinaci e legumi. Anche la frutta andrebbe assunta sia cruda che cotta, variandola il più possibile e preferendo prugne,mele, mele cotogne,pere, arance, mandarini,albicocche, e frutta secca; da preferire anche le centrifughe filtrate. La frutta, infine,non andrebbe assunta a digiuno e di preferenza con la buccia,andrebbe inoltre fatto un largo consumo di yogurt e fermenti lattici. Non bisogna eccedere nei grassi animali, nell'introdurre cibi raffinati e alimenti irritanti e privilegiare, invece, pane,pasta, riso integrale e biscotti alla crusca. Buoni risultati si ottengono anche assumendo crusca di grano alla dose di 10/25g al giorno; la crusca si può mescolare agli alimenti liquidi o semiliquidi. Il suo quantitativo massimo,25 g, va raggiunto gradualmente, aumentando progressivamente la dose nel corso di 4-6 settimane, i benefici di una simile integrazione sono visibili solo nel tempo mentre inizialmente si lamenta soprattutto meteorismo e per evitare che un intervento dietetico di questo tipo sia dannoso è molto importante bere 1,5-2 l di acqua al giorno sia durante che lontano dai pasti per evitare occlusione intestinale. Da non trascurare nemmeno il movimento poichè l'attività fisica aiuta i muscoli dell'addome a non rilassarsi e a mantenere una buona tonicità , indispensabile per un efficace transito intestinale. In presenza di diverticolosi bisogna incrementare il consumo di fibra, nello specifico l'Oms consiglia 20g per ogni 1000Kcal introdotte, quindi bisognerebbe assumerne dai 30 ai 40g al giorno in media, privilegiando l'introduzione di cereali integrali ed evitando gli alimenti che contengono semi come pomodori, cetrioli, uva, fichi, fragole, lamponi, kiwi e pane con i semi di sesamo. In caso di diverticolite subito dopo la fase acuta, sono consigliati pasta di piccolo formato, riso, creme di riso, pane tostato, fette biscottate, brodo di carne sgrassato,brodo vegetale filtrato, la carne purchè magra e di preferenza triturata , latte, yogurt, formaggio secondo la tolleranza individuale. In questa fase sono da evitare frutta e verdura mentre sono ammessi succhi di frutta e spremute filtrate. Quando l' infiammazione si riduce si può tornare gradualmente ad una normale alimentazione per poi passare ad una dieta molto ricca in fibre.

(tratto da farmacia news n.3 marzo 2008)

 

 

DONAZIONE DEGLI ORGANI, IL CONSENSO ANCHE IN COMUNE

Chiunque lo desideri , da oggi potrà esprimere la volontà di donare gli organi recandosi nella sede del proprio Comune di residenza , oltre che nelle Asl e negli studi dei medici di famiglia come è stato finora . Lo stabilisce un decreto del ministero della Salute. Ne parlano Repubblica, il Messagero e il Sole 24Ore.

"Da oggi- scrive il Messaggero - c'è una speranza in più per i pazienti in attesa di un trapianto, che in Italia sono più di 9.000. Un decreto del ministero della Salute infatti , agevola la possibilità di dire sì al trapianto, evitando che la scelta ricada sui familiari nel momento più drammatico".

"Mi auguro - ha dichiarato il ministro Livia Turco - che questa opportunità sia recepita da tutti i Comuni italiani. Roma, alcuni Comuni del Veneto, del Friuli Venezia Gilia e dell'Umbria si sono già impegnati in questo senso".

"Meno rincuoranti- rileva il Messaggero- alcuni dati che emergono dal Rapporto sull'attività di donazione e trapianto 2006-2007, presentato ieri. Si registra un calo del 3,3% nelle donazioni di organi e del 5% nel numero di trapianti effettuati, passati da 3190 nel 2006 a 3021 nel 2007".

"I donatori- secondo Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro nazionale trapianti- sono sempre più persone anziane con incidenti vascolari , che spesso rendono non più trapiantabili gli organi. L'uso del casco e di altre misure di sicurezza hanno inoltre ridotto il numero di traumi cranici e la mortalità". Ma tra le cause del calo del numero di trapianti , c'è anche una maggiore riluttanza da parte delle famiglie ad acconsentire all'espianto di organi. Nel 2007 le opposizioni hanno sforato la quota del 30% , contro il 27,9% dell'anno prima

 

(tratto da edottnews de 14/03/2008)

 

 

 

 ALLERGIE AI FARMACI: 10 COSE DA SAPERE

Salute di Repubblica presenta il decalogo delle cose da sapere per ridurre al minimo le allergie o le intolleranze ai farmaci

I farmaci vanno assunti solo in caso di effettiva necessità, meglio sotto controllo medico.

Anche quelli da banco, in particolare aspirina (ac. acetilsalicilico ) e simili, possono provocare effetti collaterali gravi (orticaria, angioedemi, asma, ecc..)

Se dopo l'assunzione di un farmaco insorgono disturbi anche lievi (prurito, rossori cutanei, crisi di starnuti, senso di fame d'aria ) , consultare il proprio medico : potrebbe essere il campanello d'allarme  di una "allergia ".

Un paziente "allergico" all 'aspirina deve evitare tutti gli altri antipiretici , antidolorifici , antiinfiammatori (farmaci antiinfiammatori non steroidei FANS ): pirazolonici , diclofenac, indometacina , fenamati , ibuprofen , naprossene, ketoralac, ecc. Per dei farmaci alternativi  dovrà rivolgersi ad un allergologo.

Chi è "allergico" alla penicillina dovrà evitare, fino ad esame allergologico presso un Centro specializzato eseguito , anche le penicilline semisintetiche e le cefalosporine.

Nei soggetti con precedenti di allergia a farmaci è buona norma assumere qualsiasi ulteriore farmaco a piccole dosi iniziali.

Nessun particolare rischio di allergia a farmaci se si soffre di allergie respiratorie o alimentari.

Le allergie ai farmaci non sono ereditarie.

Come rimedio di emergenza chi ha problemi di allergia a farmaci dovrebbe sempre tenere in casa antistaminici e cortisonici.

E' indispensabile in caso di" allergia "a un farmaco, praticare un esame allergologico presso un Centro specializzato per accertare il meccanismo (allergico o da intolleranza) e individuare dei farmaci alternativi.

 

(tratto da edottnews de 08/02/2008 ) 

 

PILLOLE DELL'AMORE , IDENTIKIT DEL CONSUMATORE TIPO

Nate come pillole consigliate a coloro che lamentavano deficit di erezione su base organica, attualmente- grazie anche alle vendite via Internet- Viagra , Cialis e Levitra hanno conquistato anche molti uomini che "malati" non sono. L'andrologo Aldo Franco De Rose traccia su Salute di Repubblica L'identikit del consumatore tipo.

I bisognosi

" In primo luogo, chi ha problemi reali, conseguenti a una malattia, dismetabolica come diabete, vascolare o oncologica, si rivolge alle pillole dell'amore. Di solito la partner è informata, spesso è lei ad accompagnarla dallo specialista. Quasi tutti accettano di buon grado la prescrizione. Con la ripresa dei rapporti l'autostima del maschio aumenta e anche la partner manifesta soddisfazione. Si tratta di farmaci che, come ampiamente dimostrato , non danno assuefazione o dipendenza. Ad oggi, però, non si sa con sicurezza quanti tra i soggetti che rispondono alla terapia riprendono una vita sessuale spontanea , senza più compresse".

Gli incerti e le relazioni extraconiugali

"In molti altri casi il farmaco è utilizzato da chi non vuole o non può fallire: quando si inizia una nuova relazione, in caso di divorzio, nei rapporti occasionali e quando si è stati protagonisti anche di un solo fallimento. Ma , più spesso, a richiedere il farmaco è chi vive una relazione extraconiugale e necessita di erezioni immediate e tempi di recupero brevi. Inoltre spesso pretendono di dover fornire anche prestazioni maggiori:si tratta di 20enni come 70enni, professionisti, impiegati,operai, politici, medici e avvocati, attori, dirigenti, giornalisti e altro..."

Quelli con i sensi di colpa e timori

" In caso di relazione extraconiugale, succede spesso di utilizzare la compressa dell'amore anche con la moglie, proprio per non venire meno a quei doveri familiari che potrebbero fare insospettire. Altri riferiscono di avere una moglie "troppo fredda", poco propensa ai rapporti sessuali e spesso manifestano anche qualche timore. Assumono il farmaco ma guai a farlo sapere. Infine non sono pochi quelli che si dimostrano preoccupati : hanno paura di perdere la propria compagna. Si tratta di persone ansiose , timorose di fallire. Gli insuccessi sotto le lenzuola hanno già deteriorato l'intesa sessuale e la sola richiesta è considerata quasi un atto estremo: si tratta di rapporti che da un momento all'altro finiscono o stanno in piedi solo per convenienza".

I giovani

" Esistono poi i giovani che non hanno problemi nell'ottenere e mantenere l'erezione, quindi soggetti normali , che cambiano spesso partner ma ricorrono alle pastiglie : devono dimostrare di essere più forti , in tutti i momenti, cercando di ottimizzare i rapporti al massimo. Quasi sempre il problema è " nascosto". Il più frequente è quello di credere di avere un pene poco sviluppato (sindrome da spogliatoio ) .Insomma si è convinti di avere un pene più piccolo degli altri , e si cerca di compensare con l'aumento della frequenza e l'intensità dei rapporti".

(tratto da edottnews de01/022008 ) 

 

INSONNIA, ECCO I RIMEDI PER CURARLA

Il 13 per cento degli italiani soffre di insonnia in modo grave , 7 milioni e mezzo di persone per cui la notte non è affatto un momento del riposo.Una patologia che si può curare con diversi rimedi e buone prassi. Ne parla la Stampa.

"Si parla di insonnia persistente- scrive la Stampa - se dura da almeno tre mesi, con 3 o 4 notti di veglia a settimana ". Questo problema colpisce il 13 per cento degli italiani , ma se si considerano anche solo i disturbi episodici del sonno, la percentuale sale addirittura al 30. E' risaputo che dormire male la notte rende la vita di ogni giorno difficile, e secondo molti studiosi l'insonnia può avere effetti anche sulla salute, sul sistema cardiovascolare e sull'umore. " Si può cadere in forme di depressione. Oggi lo ammettono anche gli psichiatri ", conferma Raffaele Manni, responsabile del Centro di medicina del sonno dell' Irccs Mondino di Pavia.

I rimedi , anche solo per diminuire gli episodi, sono diversi. In primo luogo le terapie farmacologiche , ma ci sono anche una serie di buone prassi che se adottate possono favorire una notte riposante. La dieta , ad esempio : mangiare carboidrati o cibi ricchi di triptofani come latte e mele favoriscono l'addormentarsi, mentre sono da evitare alimenti calorici ricchi di proteine. Inoltre,è sconsigliabile fare dell'esercizio fisico nelle tre ore che precedono il sonno. Invece sono ottime le tecniche di relax come lo yoga. In ogni caso, mai rigirarsi sotto le lenzuola : " Se non si dorme - raccomanda lo psichiatra Raffaele Morelli -, meglio alzarsi e impegnarsi in qualche attività in casa".

(tratto da edottnews del 31/01/2008 ) 

 

ARMI ANTICANCRO A TAVOLA

 La difesa contro il cancro comincia a tavola. Nuovi studi stanno confermando che la cattiva alimentazione ha un legame con i tumori, ma ci sono ricette da seguire per combatterli. lo scrivono quasi tutti i principali quotidiani.

Dolci e carboidrati sono consigliati per prima colazione e a pranzo. Carne, pesce o formaggi magri per cena. E soprattutto vanno limitati i grassi saturi, come il burro, sostituendoli con quelli insaturi(olio extravergine crudo). "Studiamo- spiega Antonio Moschetti, coordinatore del gruppo Airc presso il Mario Negri Sud- alcuni interruttori del Dna capaci di accendere e spegnere i geni in base a quello che mangiamo. Una dieta ricca di grassi favorisce la modificazione del genoma. I n cinque anni può comparire una neoplasia".

Domani i volontari dell' Airc porteranno nelle piazze italiane le Arance rosse della Sicilia, simbolo del buon mangiare, di una alimentazione equilibrata e che rispetta i ritmi circadiani

. Quest'anno, per la raccolta di fondi in favore della ricerca , Airc ha collaborato con Gambero Rosso. E' stato creato un piccolo manuale di ricette, in grado di coniugare sapore e benessere. Qualche proposta da trovare su www.airc.it : farfalle con i peperoni, tortiera di acciughe e arancia, mezze maniche al cavolfiore, cavolo viola stufato o penne al radicchio.

"Non solo cibi giusti- ammonisce il Messaggero- ma anche ore giuste per mangiare. Regola d'oro è quella di rispettare i nostri ritmi naturali:la mattina vuole zuccheri, a pranzo vanno bene zuccheri (pasta o riso), grassi e verdure, la sera solo proteine con verdura. Mai pastasciutta per cena". "Mangiando carboidrati a quell'ora-aggiunge Moschetta- ci autosintetizziamo grassi inutili che non smaltiamo. Pericolosi per il cancro, il cuore e il peso. Gli americani obesi se li mangiano , noi li autoproduciamo. Ma stiamo tutti ugualmente male ". Attenzione, dunque alle combinazioni. "La parola d'ordine -ricorda Paola Muti direttore scientifico del Regina Elena di Roma- è la sinergia tra i diversi alimenti. Uno studio italiano pubblicato sul British Journal of nutrition ha , per esempio, scoperto che i benefici dell'insalata vengono potenziati dalle capacità antiossidanti di olio d'oliva e aceto".

Le altre regole per difendersi dal cancro sono elencate dall'oncologo Umberto Veronesi su Repubblica: "Evitiamo di fumare, la sigaretta contiene otto tipi di cancerogeni letali. Facciamo esercizio fisico che migliora il metabolismo, e soprattutto non dimentichiamo i controlli di diagnosi precoce. Per le donne: pap test a partire dai 25 anni, ecografia al seno dopo i 30, mammografia e eventualmente ecografia dopo i 40. Per l'uomo: dosaggio del Psa dopo i 50 anni. Per i fumatori : tac spirale dopo i 50anni.  Per tutti: colonscopia ogni anno dopo i cinquanta e esame dermatologico della pelle almeno una volta nella vita".

(tratto da edottnews del 25/01/2008 )

 

OTITE : SERVONO LE GOCCE ?

Le gocce a base di anestetici sono utili nella cura dell'otite, se questa non è complicata. Su Salute del Corriere della Sera Desiderio Passali, presidente della Società internazionale otorinolaringoiatria, illustra i contenuti di un recente studio.

Il lavoro pubblicato sugli Archivies of Diseaese in Childhood suggerisce di trattare l'otite media dei bambini non solo con analgesici per via orale, ma anche con gocce per le orecchie a base si anestetici come la lidocaina. Il dott. Passali, tuttavia, fa dei distinguo: per l'otite semplice, l'uso delle gocce ( che contengono dell'anestetico , un pò di antibiotico ma anche dell' antiinfiammatorio come il cortisone) può accelerare la guarigione.Ma se si è di fronte al persistere della malattia, accompagnata anche da febbre o mal di testa, prima di somministrarle è meglio consultare il proprio medico.

Le gocce sono assolutamente da evitare,invece, in caso di perforazione del timpano: "La presenza di cortisone può rallentare la cicatrizzazione, mentre l'antibiotico può essere tossico per l'orecchio", precisa Passali.

(tratto da edottnews del 23/01/2008 )

DETRAZIONI FISCALI: PER QUALI FARMACI SERVE LO SCONTRINO PARLANTE

L' inserto Affari privati dek Sole 24 Ore pubblica una guida alla detrazione del costo dei farmaci nella dichiarazione dei redditi: quali specialità possono essere detratte e che cosa è necessario conservare e allegare per beneficiare dell'agevolazione.

Con il nuovo "scontrino parlante" tutti i farmaci, anche i prodotti omeopatici, possono essere detratti nella dichiarazione dei redditi. Ma per beneficiare del 19% di agevolazione è necessario presentare , oltre allo scontrino, copia delle ricette per i farmaci prescritti dal medico o un 'autocertificazione che provi la necessità dell'acquisto

di prodotti" da banco".

I prodotti farmaceutici che danno diritto alla detrazione d'imposta sono, praticamente, tutti. Compresi i prodotti omeopatici, gli integratori alimentari (purchè prescritti da un medico specialista a scopo curativo) e i medicinali per la cura degli animali domestici.

Nella lista dei prodotti detraibili figurano anche apparecchiature: attrezzature sanitarie come le macchine per l'aerosol , le siringhe o gli apparecchi per la misurazione della pressione; mezzi ausiliari di un organo carente o menomato come, ad esempio, i pannoloni per gli incontinenti fino agli occhiali da vista o il liquido per le lenti a contatto.

(tratto da edottnews del 21/01/2008 )

 

 

 COLICHE DEI NEONATI : IL RIMEDIO E' UN FERMENTO LATTICO

Un gruppo di ricercatori italiani ha individuato con uno studio pilota un rimedio per le coliche gassose dei neonati , un problema frequente che rovina le notti per settimane ai neo-genitori. Con un semplice probiotico la situazione migliora moltissimo.

Il lavoro verrà pubblicato dalla rivista americana The Journal of Pediatrics e presto verrà avviato un nuovo studio al Karolinska di Stoccolma e al Baylor College of Medicine di Houston. Flavia Indrio , la neonatologa dell'università di Bari coordinerà la ricerca. Perchè è stata lei, insieme a Giuseppe Riezzo della gastroenterologia di Castellana Grotte, a verificare l'ipotesi della rallentata motilità gastrica come causa delle coliche gassose e dei "disturbi alimentari minori" dei neonati. E a provare la cura : un semplice probiotico.

"Lostudio pilota - scrive il Corriere della sera- è stato effettuato su 30 nati prematuri: 10 allattati dalla madre, 20 con il latte artificiale.Ai primi 10 e a10 del secondo gruppo è stato dato il probiotico, ad altri 10 del secondo gruppo un placebo(sostanza priva di efficacia).

Risultato: i neonati che hanno preso il probiotico (che poi è un fermento lattico)digerivano molto meglio, avevano una motilità gastrica (svuotamento dello stomaco) regolare e la stessa tolleranza alimentare degli allattati al seno, che a loro volta col probiotico miglioravano la digestione.Nulla ,invece,  cambiava nei neonati che prendevano il placebo. Insomma : coliche gassose addio o ridotte in modo evidente. Con 5 gocce di fermenti lattici al giorno, tutti i giorni . Il fermento lattico è il lactobacillus reuterii (5 gocce son un miliardo di questi lactobacilli).

Ma la vera novità è che i bambini al "probiotico" si sono alimentati meglio e il loro sistema immunitario si è rafforzato. "Misurare l'azione sul sistema immunitario è uno degli obiettivi del prossimo studio italo- svedese- americano", dice la Indrio. Pensando, per esempio, alle allergie (in continuo aumento) che sembrano avere una chiave nella cattiva tolleranza alimentare dei primi otto mesi di vita.

(tratto da edottnews del 14/01/2008 )

 

 

TESSERA SANITARIA OBBLIGATORIA IN FARMACIA

Per ottenere la detrazione e deduzione fiscale dall'inizio del 2008 in farmacia occorre mostrare tessera sanitaria o il codice fiscale. Il Sole 24 Ore spiega le regole del decreto legge del 1 ottobre convertito dalla legge 222/2007 ed entrata in vigore l'1 gennaio.

Ora , scrive il Sole 24 Ore "la documentazione delle spese sanitarie ai fini della detrazione e deduzione fiscale deve essere corredata dallo scontrino parlante, vale a dire contenente l'indicazione precisa ed estesa dei prodotti acquistati".

L'entrata in vigore della legge ha messo fine al regime transitorio che consentiva di allegare scontrini fiscali generici nella dichiarazione dei redditi. Dalla scorsa settimana la detraibilità delle spese sanitarie eccedenti la franchigia di 129,11 euro è subordinata alla prova dell'acquisto effettivo di un farmaco. Le farmacie , dal canto loro, hanno l'obbligo di informare con mezzi adeguati la clientela , esponendo avvisi all'interno del punto vendita.

(tratto da edottnews del 08/01/2008 )

 

 

 

 

CONTRO IL MAL DI SCHIENA IL LETTO NON SERVE

Stefano Negrini , fisiatra dell' Istituto italiano colonna vertebrale , su Salute del Corriere della Sera dà consigli per curare il mal di schiena bocciando la credenza comune che stare a letto faccia bene.

Secondo uno studio pubblicato sull' European Journal of Pain ben il 33 % delle persone che soffre di lombalgia si cura con il riposo forzato. Ma Negrini spiega che questa è la strada sbagliata." Il mal di schiena è una delle patologie più comuni e proprio per questo motivo spesso la strategia terapeutica viene affidata all'iniziativa personale. E' credenza comune che il riposo a letto possa giovare , in realtà diversi studi suggeriscono che rallenta i tempi di guarigione. Non solo, pare che in chi opta per il riposo forzato il mal di schiena tenda più facilmente a diventare cronico. Probabilmente il riposo non è nocivo di per sè, piuttosto è il movimento che fa bene, attivando i meccanismi di recupero della schiena".

I rimedi consigliati sono altri." L'ideale- sostiene il fisiatra - è mantenere le attività quotidiane e alleviare il dolore con antinfiammatori o antidolorifici. In genere, in prima battuta conviene optare per paracetamolo o ibuprofene, perchè gravati da meno effetti collaterali .E' poi bene cambiare spesso posizione ed evitare sforzi esagerati. Non è vietato fare attività fisica se si riesce:alcuni vedono addirittura miglioramenti dopo".

(tratto da edottnews del 19/12/2007 )

 

 

 

SE  DORME POCO LEI PERDE IL DESIDERIO

La mancanza di un sonno adeguato alle necessità sono tra le cause del calo del desiderio sessuale delle donne, in particolare di quelle tra i 30 e i 40 anni. Lo ha evidenziato uno studio di Alessandra Graziottin,Salute di Repubblica riporta i risultati. La sessuologa, direttore del centro di ginecologia San Raffaele -Resnati di Milano ha indagato un campione di 200 pazienti di 20-50 anni e ha osservato un calo del desiderio di fare l'amore in una su tre, calo dovuto,nel 32% dei casi, alla carenza di sonno. "In cifre, lo studio parla di una riduzione delle ore di sonno fino a 6 e mezza a notte , contro le 8,30-8,45 auspicabili , e di una riduzione dei rapporti col partner fino a una sola volta al mese. Le lavoratrici under 40 con figli sono le "vittime"più frequenti del fenomeno".

(tratto da edottnews del 22/11/2007 )

IL DIVIETO DI MERENDINE RENDE PIU' GOLOSI

di un Troppe merendine non fanno bene ai bambini, ma con un divieto assoluto si rischia di ottenere l'effetto opposto a quello desiderato: Salute del Corriere della Sera illustra una ricerca pubblicata sulla rivista Appetite.

Lo studio dimostra che la proibizione di certi cibi induce a mangiarne di più."Non solo: i bambini con genitori che imponevano poche o troppe restrizioni a casa, consumavano più calorie durante l'esperimento rispetto ai bambini con genitori più ragionevoli", scrive Salute:"Per i bambini sia normopeso che sovrappeso- consiglia Claudio Maffeis, docente di pediatria a Verona- vanno bene due spuntini per rifornire le scorte di glicogeno(assai inferiori nel bambino rispetto all'adulto)e controllare l'appetito al pasto. Ideali un frutto, o biscotti secchi, o cereali con yogurt, o latte parzialmente scremato."

(tratto da edottnews del 27/11/2007)

 

 

 

 

MORTI DA FUMO, GIA' MILLE RICHIESTE DI RISARCIMENTO

 

Sono almeno mille le richieste di risarcimento contro le compagnie del tabacco arrivate dopo la sentenza del 5 novembre della Cassazione che ha confermato il primo indennizzo per danni da fumo.Lo scrive il Messaggero.

In Italia, sono dati riportati dal quotidiano, i morti da fumo  sono ogni anno tra gli 80 e i 90mila. E altri 10mila sarebbero deceduti per colpa del fumo passivo.Mentre 35mila persone ogni anno vengono colpite dal tumore al polmone e 4mila di loro non hanno mai fumato.La sentenza della Cassazione ha confermatola decisione della Corte di appello di Roma che aveva condannato la British american tabacco a risarcire con 200mila euro gli eredi di Mario Stateri, morto nel 1991 per un cancro ai polmoni:Da due settimane a questa parte le domande di risarcimento arrivano a pioggia, 500 solo al Codacons che ha da subito invitatole vittime del fumo ad adire le vie legali:"Invitiamo chi ha subito danni da fumo di sigaretta e i parenti di quei fumatori deceduti o ammalatisi a causa del tabacco-aveva detto Carlo Rienzi , presidente del Codacons- a rivolgersi al nostro centralino telefonico,892007, per valutare la possibilità di avviare nuove cause di risarcimento in tutta Italia".

"Probabilmente - scrive il Messaggero- i tempi delle cause singole sono agli sgoccioli. Il sì all'introduzione in Italia della class action (la possibilità per i consumatori di partecipare a cause collettive contro le società fornitrici di beni e di servizi), infatti, permetterà, con ogni probabilità, ad una "marcia" di massa contro i produttori di sigarette".

 

( tratto da edottnews del 20/11/2007 )

LE REGOLE PER MISURARE LA PRESSIONE

Arrivano le prime linee guida sulla corretta misurazione della pressione arteriosa. Presentate al congresso nazionale della Società Italiana dell'Ipertensione Arteriosa sono spiegate da Salute di Repubblica.

"L' indicazione pratica che scaturisce dalle linee guida -spiega Gianfranco Prati , ordinario di Medicina interna presso l'università di Milano Bicocca e chairman delle linee guida- è di utilizzare l'automisurazione domiciliare in tutti.Meglio concentrare le misurazioni nella settimana che precede la visita dal medico,anzichè tormentare il paziente con misurazioni quotidiane.Il monitoraggio delle 24ore invece andrebbe riservato a pazienti selezionati".

Ecco le regole da seguire e da spiegare ai pazienti per la corretta misurazione:

il paziente deve essere rilassato,seduto comodo, tranquillo, non al freddo da almeno 5 minuti.

Niente caffeina o sigarette nell'ora precedente.

Il braccio deve essere appoggiato ed il bracciale deve essere all'altezza del cuore. Se vi sono diferenze sensibili tra le pressioni delle braccia si considera la più elevata.

Le dimensioni del bracciale devono essere adatte a quella del braccio . In bambini o adulti molto magri o obesi utilizzare bracciali di dimensioni appropriate.

Gli apparecchi con manometri aneroidi ( quadrante tondo e lancetta che segna la pressione), sono abbastanza precisi, ma si richiedono annuali tarature dello strumento.

Devono essere effettuate almeno  due misurazioni successive e ,se la pressione differisce di più di 5mm di Hg nelle due circostanze, si deve procedere con ulteriori misurazioni fino a che i valori risultino stabili

.

( tratto da Salute di Repubblica del 25 /10/07 )

 

 

 

 

 

 

 

 

NIMESULIDE, SOLO PER 15 GIORNI

 L'Agenzia Europea dei Medicinali (EMEA) ha concluso il processo di revisione dei prodotti medicinali a base di nimesulide, iniziato nel Maggio 2007 dall'Irlanda, in seguito alla segnalazione di un certo numero di casi di gravi epatiti ed ha deciso nuove limitazioni al suo uso:non più di 15 giorni e confezioni con al massimo 30 compresse o bustine. L'EMEA ha preso visione di tutte le evidenze disponibili, e ha concluso che il profilo beneficio/rischio della nimesulide è ancora favorevole, ravvisando però la necessità di introdurre delle limitazioni all'uso del farmaco, e informare medici e pazienti del rischio di possibili eventi avversi a carico del fegato.L 'Aifa, che ha monitorato costantemente il profilo di sicurezza della nimesulide e condurrà ulteriori approfondimenti su eventuali azioni aggiuntive a livello nazionale, ricorda comunque che il farmaco può essere dispensato solo dietro presentazione di ricetta medica, e che i medici,nel prescrivere il medicinale, devono tenere conto del profilo complessivo di rischio del farmaco e delle caratteristiche del paziente.

(tratto da Medical@news n.31/2007 )

 

 

 

 

 

 

PAESE CHE VAI BUGIARDINO CHE TROVI

Lo stesso antistaminico in Spagna e Italia non interferisce con la guida dell'auto (se assunto alle dosi consigliate ); in Belgio sì, e in Portogallo provoca sonnolenza. Anche gli effetti del Cialis cambiano a seconda del paese in cui lo si assume : ai belgi non causa perdita temporanea o permanente della vista, problemi di fertilità e cerebro-vascolari, tutti effetti indicati invece se il farmaco è venduto a consumatori italiani, spagnoli o portoghesi. Questi alcuni dei risultati dell'inchiesta che Altroconsumo ha condotto sui foglietti illustrativi di 18 farmaci tra i più venduti in quattro paesi d'Europa. I medicinali coinvolti nell'indagine sono prodotti di vario tipo, dai lassativi agli sciroppi per la tosse, dagli antistaminici ai contraccettivi, venduti tutti con lo stesso nome.Da un indagine parallela di Altroconsumo sul comportamento di circa 10mila pazienti nei quattro paesi europei (di cui 2.200 italiani), emerge che circa il 90% legge l'intero foglietto se acquista il farmaco per la prima volta. Qualche altro esempio di differenze sulle precauzioni d'uso: in Portogallo l'antidolorifico Fastum gel può essere usato in gravidanza e in allattamento, in Italia e in Belgio è sconsigliato;in Spagna nessun accenno a questa voce.L'età minima per prendere l'Aspirina è 16anni nel nostro Paese e in Spagna; in Belgio e Portogallo scende a 12 anni. L'associazione denuncia arbitrarietà, verso i bambini a seconda della latitudine anche per il lassativo Dulcolax : in Italia e Spagna l'uso sotto i 10anni deve avvenire dietro parere del medico, nessuna specificità sull'età nei foglietti in Belgio e Portogallo . L'ansiolitico Xanax, prosegue il resoconto dell'associazione, non ha effetti collaterali per i pazienti in Belgio e Portogallo ."Anche le dosi consigliate- prosegue Altroconsumo- sono soggette a variazioni senza nessun motivo". Se si analizza il panorama del mercato italiano, dai foglietti illustrativi dei 18 farmaci venduti nel nostro Paese emergono carenze sulle istruzioni di utilizzo corretto  (in 10 manca la durata massima del trattamento), sulle precauzioni sull'assunzione contemporanea di alcool (presenti solo in 6 su 18). In nessuno dei foglietti compare un numero di telefono da contattare in caso di insorgenza di problemi. Una spia di scarsa attenzione alla farmacovigilanza.

(tratto da Farmaci@ magazine n.28/2007 )

 

 

 

 

 

 

 

CAFFE’: FINO A 4 TAZZINE AL GIORNO NESSUN RISCHIO PER IL CUORE, ANZI!

Secondo numerosi nutrizionisti 3-4 tazzine di caffè espresso al giorno potrebbero prevenire le malattie cardiovascolari

Per gli affezionati della "tazzina" l'ennesima buona notizia: 3-4 caffè al giorno non causano ipertensione né cardiopatia ischemica e, anzi, i composti fenolici contenuti nel caffè potrebbero avere un ruolo preventivo verso le malattie cardiovascolari. A sostenere tale affermazione sono la SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana) e la FoSAN (Fondazione per lo Studio degli Alimenti e della Nutrizione).
Considerando gli studi effettuati negli ultimi decenni sulla relazione tra consumo abituale di caffè e rischio di cardiopatia ischemica e i dati spesso contrastanti, si è provveduto ad un esame sistematico di tali studi. Riferendosi sempre ad un consumo di caffè in tazze (ovvero una quantità da caffè all'americana), con un consumo minore o uguale a 2 tazze di caffè (pari a circa 3-4 tazzine di espresso bar o 3 tazzine se preparato con la moka) non emerge alcuna associazione significativa fra consumo di caffè e rischio di Cardiopatia Ischemica.

Ingerire circa 200-250 mg di caffeina può aumentare, entro breve tempo dalla assunzione, la pressione arteriosa sistolica di 3-14 mmHg e la pressione arteriosa diastolica di 4-13 mmHg nel soggetto normoteso, è bene ricordare che la caffeina è contenuta in numerose bevande e la loro assunzione, soprattutto nei consumatori occasionali, può aumentare i valori della pressione arteriosa, la frequenza cardiaca e attivare il sistema simpatico. Si è notato tuttavia che se la caffeina viene ingerita attraverso il caffè, l'effetto sulla pressione risulta però molto più modesto e a volte accompagnato allo sviluppo di una condizione di tolleranza. Il consumo abituale di caffè non sembra quindi associato ad un incremento del rischio di comparsa di ipertensione arteriosa.

Anzi, un consumo moderato è associato ad un minor rischio cardiovascolare rispetto ad un consumo nullo piuttosto che particolarmente elevato. Il caffè poi contiene numerose molecole ad attività protettiva tra le quali i composti fenolici (potenti antiossidanti) che sono biodisponibili, posseggono un'elevata attività antiossidante, sono in grado di inibire l'ossidazione delle LDL (Low Density Lipoprotein) e l'aggregazione piastrinica (entrambi fattori determinanti nell'insorgenza della cardiopatia ischemica). Attraverso il consumo di caffè, il loro contributo antiossidante - nella dieta giornaliera - è fino al 40-60%.

Nell'implicazione del possibile rischio cardiovascolare è importante non dimenticare che il metodo di preparazione del caffè può influire sugli effetti sulla salute: il caffè espresso influenza la pressione arteriosa meno di quello "bollito" (per intenderci alla Turca). E l'influenza sul possibile rialzo pressorio deve essere valutata anche su altre abitudini voluttuarie (fumo e alcool) che modulano sia le caratteristiche farmacocinetiche della caffeina ma anche e, negativamente, il rischio cardiovascolare globale sia dei soggetti normotesi che dei pazienti già ipertesi. Elisabetta Fezzi

(tratto da enotimemagazine on line del 10/04/07)

 

 

Un bambino su quattro ha il colesterolo alto
Un bambino su quattro di età compresa tra gli 8 e i 12 anni ha il colesterolo 'cattivo' (LDL) troppo alto. Colpa di un'alimentazione eccessiva e ricca di grassi abbinata ad uno stile di vita sempre più sedentario. I dati emergono da una ricerca dell'Università di Milano sui fattori di rischio per la malattia aterosclerotica.

(tratto da Il Messaggero , 1/04/07 p.13)

 

 

Dieci regole per l’automedicazione
Il bollino rosso per riconoscere i farmaci senza obbligo di ricetta, i disturbi che si possono trattare con il fai-da-te, le precauzioni per la sicurezza di bambini e anziani: sono alcune delle dieci regole contenute nella guida sull'automedicazione, elaborata dall'Associazione Nazionale dell'Industria Farmaceutica dell'Automedicazione (ANIFA) e dall'Unione Nazionale Consumatori (UNC). La guida è disponibile on line nei siti delle due associazioni (http://anifa.federchimica.it e www.consumatori.it). "I farmaci di automedicazione vengono utilizzati per curare circa la metà delle patologie lievi, dall'influenza al mal di testa", ha osservato il Direttore generale dell'ANIFA, Luciano Ragni. Dall'indagine, condotta dalla Icon Added Value, risulta infatti che oltre il 56% degli italiani ritiene che i disturbi più comuni si possono curare con l'automedicazione. I farmaci da banco sono la prima scelta per curare mal di testa (46,2%) e stitichezza (40,3), raffreddore e primi sintomi influenzali (39,9%). L'importante, ha osservato Ragni, è che i farmaci da automedicazione siano usati in modo corretto. Per questo motivo la chiarezza è d'obbligo nella comunicazione relativa a questi prodotti, ha osservato il segretario generale dell'UNC, Massimiliano Dona. E altrettanto importante, ha detto il farmacologo Mario Eandi, dell'università di Torino, è la chiarezza del foglietto illustrativo, il cosiddetto "bugiardino". Dal 2005, ha aggiunto, è diventato obbligatorio in Europa il test di leggibilità dei foglietti illustrativi e l'Italia si sta adeguando. E' in corso, ad esempio, la revisione dei foglietti illustrativi dei prodotti a base di acido acetilsalicilico e per tutti i nuovi farmaci da banco immessi sul mercato dopo il 2005 è obbligatorio un test di comprensione del foglietto illustrativo, da condurre in due fasi su due gruppi di 10 persone.

(tratto da Farmaci@ magazine n.10/2007 )

 

La pennichella che salva

Sono state coinvolte oltre 23mila persone per dimostrare che la probabilità di morire per disturbi cardiovascolari diminuisce con l'abitudine a schiacciare un sonnellino dopo pranzo. Lo rivelano i ricercatori del policlinico universitario di Atene dalle pagine degli  Archives of international medicine : il rischio di morire per un evento coronarico si riduce del 34% per chi occasionalmente si prende una mezz'ora di riposo. Ma a trarne maggiore giovamento sono soprattutto i lavoratori maschi che vedono ridursi il rischio di infarto fino al 64%. Nonostante la dimensione del campione, non si sono registrati dati sufficienti per misurare il beneficio delle pennichelle sulle donne.La spiegazione di questo effetto protettivo, ipotizzano i ricercatori, potrebbe risiedere nella funzione anti stress del riposino.

(tratto da:il farmacista 4/07) 

 

Arriva una pillola antigrasso

Sarà presto sul mercato una pasticca sciogli-grasso che promette all'America taglia extra-extra-large di eliminare i chili di troppo. Per la prima volta la Food and drug administration (Fda) ha approvato per la vendita diretta al pubblico - senza bisogno di prescrizione medica - un prodotto il cui unico scopo è appunto far dimagrire. Piagata da tassi di obesità allarmanti, che colpiscono non solo la popolazione adulta ma anche i bambini e persino - secondo gli ultimi dati - gli amici dell'uomo ossia i cani, l'Unione è sul sentiero di liberalizzare tutti rimedi possibili contro la ciccia 'che uccide', aumentando i rischi malattie cardiache, diabete e anche alcuni tipi di tumore. A ricevere il disco verde della Fda è un medicinale già sul mercato ma sinora solo con ricetta del dottore: ora in versione più leggera, il prodotto chiamato 'Alli'. I funzionari della Fda hanno invitato il pubblico a usare il medicinale in combinazione con una dieta più sana e senza grassi e esercizio fisico: "Utilizzare la pasticca senza altri accorgimenti nelle abitudini alimentari e fisiche non produrrebbe sufficienti effetti benefici", ha messo in guardia Charles Ganley, Direttore della divisone farmaci senza ricetta della Agenzia. La sostanza - diretta esclusivamente ad adulti al di sopra dei 18 anni - a base del principio attivo orlistat, funziona 'sciogliendo' parte del grasso ingerito tramite gli alimenti, in genere viene bloccato l'assorbimento di circa un quarto di ogni tipo di grasso consumato. Una quantità che equivale ad eliminare ogni volta 150-200 calorie. Il grasso di troppo viene espulso tramite le feci e ciò causa come effetto secondario diffuso, disturbi gastrointestinali non gravi. La Fda avverte però che proprio seguire una dieta più sana in generale diminuisce i rischi di problemi collaterali e suggerisce ai pazienti di prendere in contemporanea ad 'Alli' un supplemento multivitaminico, che bilanci la possibile perdita di sali minerali o vitamine. Secondo dati raccolti dall'azienda che produce il medicinale la GlaxoSmithKline, l'uso della pillola in combinazione con una dieta a calorie ridotte induce una perdita di peso superiore del 50% rispetto al seguire solo un regime alimentare ristretto. L'associazione a difesa dei consumatori "Public Citizens" ha invece protestato per l'approvazione del farmaco, sostenendo che il medicinale non è sicuro per salute.
(tratto da Medic@l news n°5 2007)

 

 

Che fatica restare magri di Daniela Cipollini

Mark Twain si riferiva alle sigarette,ma per i chili di troppo non è molto diverso.
Dimagrire , come smettere di fumare, è la cosa più facile al mondo.
“ Prendete me”, ironizzava lo scrittore, “ ci sono riuscito almeno una ventina di volte ”.
 Il vero problema , infatti, è non reingrassare.
Un dato per tutti: più del 90% delle persone che si sottopongono
a una dieta va incontro ad una ricaduta completa entro due anni,
spesso con gli interessi.

Il fatto è che a lungo si è guardato alla questione dalla parte sbagliata.
Ed è persino l’autorevole “New England Journal of Medicine” a prenderne atto,
pubblicando uno studio che affronta soprappeso e obesità da un ‘altra prospettiva.

La chiave del successo di una terapia nutrizionale,
definito dall’Oms come una perdita di peso del 10 % mantenuta per un anno,
 sta più nella seconda fase che nella prima:il mantenimento.

Ma perché si fa così fatica a restare magri?

Un vero e proprio sistema fisiologico si oppone agli strenui tentativi
di perdere peso: il nostro patrimonio genetico è impostato sul risparmio di energia,
 perché in condizioni di insicurezza sul cibo
un organismo in grado di accumulare riserve ha un vantaggio competitivo
rispetto ad altri,
spiega Maria Letizia Petroni, responsabile del servizio di Dietetica e Nutrizione
clinica dell’Istituto auxologico italiano.
“Se il peso cala oltre il 10-15%, scatta l’allarme:
il cervello riduce drasticamente il metabolismo e fa aumentare la fame.
 E’ il modo dell’organismo di difendersi dalla riduzione eccessiva delle riserve
di energia”.

E si recupera peso in modo tanto più disastroso
quanto più la dieta è stata veloce :
” non si può pensare di perdere 30kg in una volta.
Si può calare del 10%, poi mantenere un anno, e così via “, dice Petroni.

L’approccio migliore è uscire dalla logica della dieta tout-court
e includere il periodo di mantenimento come
parte integrante di un processo a lungo termine.
Rassegnandosi all’idea, conclude Petroni,
che quando ci si rivolge ad un dietologo si resterà in contatto
col medico per almeno cinque anni .Come si farebbe con un cardiologo,
se si soffrisse di cuore.

(Tratto da L’espresso del 15/2/2007)



Farmaci nella spazzatura? No, grazie.
Il controllo degli armadietti si fa in farmacia

Le farmacie Federfarma condividono le preoccupazioni espresse
da FederAnziani a seguito dei risultati di uno studio condotto
da FederAnziani stessa, dal quale è risultato che
nelle case degli italiani giacciono tantissime confezioni di farmaci,
spesso scadute.
Il fatto che i cittadini conservino a casa tanti farmaci,
scaduti o privi della confezione originaria,
e finiscano poi per gettarli nella spazzatura crea, infatti,
danni non solo all'economia dello Stato e delle famiglie e ai conti pubblici,
ma anche alla salute.
I farmaci scaduti o conservati male perdono la loro efficacia
e non sono in grado di risolvere i problemi di salute per i quali vengono assunti.
Il farmaco privo della confezione originaria e, quindi,
delle informazioni necessarie per il suo corretto uso
può essere utilizzato nel modo o per lo scopo sbagliato
e provocare danni alla salute.
I farmaci gettati nella spazzatura di casa,
anziché negli appositi contenitori in farmacia,
possono creare problemi di inquinamento delle falde acquifere
e tornare nelle case degli italiani sotto forma di residui contenuti nei cibi
(soprattutto carne e pesce):
i cittadini assumono così, senza saperlo, sostanze chimiche.
Più sono i farmaci conservati a casa, più alto,
inoltre, è il rischio che soprattutto i bambini possano ingerirli accidentalmente:
l'intossicazione involontaria da farmaci
è una delle principali cause di ricovero o ricorso ai centri antiveleni.
Federfarma condivide la proposta del Presidente di Farmindustria
di istituire un tavolo per definire confezioni di medicinali
più adeguate alla durata delle terapie (grandi per le terapie croniche,
piccole per testare l'efficacia delle cure su determinati pazienti cronici
o per disturbi acuti di breve durata) ed è pronta a dare
il proprio contributo tecnico a questa discussione.
Le farmacie, infine, invitano i cittadini, soprattutto gli anziani,
a portare periodicamente in farmacia i medicinali
che conservano nel proprio armadietto.
Potranno così avere una verifica professionale della validità e
della scadenza e ottenere tutte le informazioni necessarie
per il corretto utilizzo di farmaci rimasti privi della confezione originaria.
Portando in farmacia i farmaci da controllare sarà più facile
anche smaltire in modo corretto le confezioni scadute e
gettarle negli appositi contenitori per la raccolta differenziata
di medicinali collocati presso le farmacie stesse,
evitando i gravi rischi di inquinamento.

(Fonte:Federfarma)

 

Il sudore maschile «smuove» gli ormoni

Una ricerca trova per la prima volta correlazioni tra
una sostanza del sudore maschile e alterazioni ormonali della donna

STATI UNITI – Il sudore di lui, gli ormoni di lei.
C'è una corrispondenza. Dopo le convinzioni popolari
(non si sa quanto condivise dall'universo femminile)
sul carattere afrodisiaco delle secrezioni maschili
arriva ora anche la scienza a gettare un ponte tra odori e relazioni tra i sessi.
 Secondo quanto afferma una ricerca realizzata dalla
University of California Berkeley (qui l'abstract dello studio),
una sostanza contenuta nel sudore maschile,
provoca nelle donne l'innalzamento del livello di un ormone
correlato con lo stress ma anche con l'attivazione
dell'attività cerebrale e l'eccitazione sessuale.
COME I RODITORI – Si tratta,
secondo quanto si legge su questo articolo di Cnet ,
della prima evidenza del fatto che anche negli esseri umani
i feromoni provocano reazioni ormonali, fisiologiche
e psicologiche nell'altro sesso.
Un fatto già accertato su topi e insetti ma
ancora alla ricerca di una conferma scientificamente solida
per quanto riguarda la nostra specie.
Le conclusioni dello studio,
pubblicato sul prestigioso Journal of Neuroscience,
sono il risultato di un esperimento condotto su alcune studentesse
dell'Università di Berkeley a cui è stato chiesto di annusare una bottiglia,
nella metà dei casi contenente andriostadenone,
un ormone presente nel sudore degli uomini,
nell'altra una soluzione neutra.
Le successive analisi della saliva delle donne
hanno rivelato un aumento del livello di cortisolo,
che non è un ormone sessuale, ma è associato allo stress e
influenza l'attività cerebrale, nel gruppo esposto alle esalazioni maschili.
La sostanza, avrebbe anche comportato un miglioramento
dell'umore e un aumento dell'eccitazione sessuale delle ragazze,
oltre a cambiamenti nella pressione sanguigna e nel ritmo cardiaco.

SUDORE AFRODISIACO – Essenza di maschio, dunque,
come veicolo di seduzione?
 Prima di rafforzare le proprie tecniche di approccio
 con una bella sudata è forse meglio aspettare ancora un po'.
Che alcuni segnali biochimici possano influenzare l'equilibrio ormonale altrui non
significa infatti che le donne prediligano individui grondanti di sudore.
O almeno non è questo che i ricercatori di Berkeley ritengono di avere provato.
 

(Raffaele Mastrolonardo corriere della sera.it salute del 8/2/2007)
 

 

Il paziente seguito passo-passo

Napoli

Dati alla mano, la situazione è migliorata.
"E già l'anno scorso non era male",
esclama compiaciuto l'assessore alla Sanità Angelo Montemarano.
L'unico neo la mammografia al Cardarelli
(ma se si prenota via internet si ha l'appuntamento in tempi ragionevoli)
"L'errore lo commette chi indirizza i pazienti a rivolgersi all'ospedale per un esame",
osserva l'assessore, "che dovrebbe essere effettuato in un distretto territoriale".
 La Regione cerca di risalire sul fronte sanità dall'immagine piuttosto appannata.
 "Un'indagine dell'anno scorso rivelò che nella Asl Napoli 1 (la più grande d'Europa)",
 dice Montemarano, "il 93 per cento dei medici non emetteva fattura per l'attività
 intramoenia allargata, cioè per quelle visite che, col consenso della Asl, venivano
 effettuate nello studio privato. Danno per la Asl e per il Fisco.
Ora l'intramoenia sarà consentita solo nella struttura".
Ma la vera rivoluzione è rappresentata da una delibera sulle liste d'attesa.
Appena redatta e ispirata a criteri di "priorità d'accesso",
 vuol promuovere la gestione dell'offerta assistenziale
in rapporto alla gravità del caso clinico.
Nella delibera sono riportate tutte le prestazioni,
da quelle ambulatoriali a quelle di ricovero,
fino alla radioterapia in oncologia e
ai trattamenti terapeutici in day hospital.
Per ognuna sono segnati i tempi massimi entro cui devono essere erogate.
Ne risponde il direttore generale.
"Per l'assistito", dice Montemarano, "è fondamentale la "presa in carico".
Mi spiego: se c'è il sospetto di un tumore al seno,
la paziente dovrà essere seguita dal primo momento per tutto l'iter diagnostico,
terapeutico e riabilitativo".

(giuseppe del bello) da repubblica .it salute 8/2/2007


 

 

La sinusite nei bambini in Italia è sottostimata
Almeno un terzo dei bambini milanesi che hanno problemi respiratori
soffre inrealtà di sinusite, ma la malattia in Italia,
raramente diagnosticata, ètrascurata e sottostimata.
Il dato - che con percentuali diverse, dovute a
differenti climi e tassi di inquinamento atmosferico, emerge anche in altre
città italiane - è rilevato dai pediatri e otorinolaringoiatri milanesi. Si
calcola che a Milano i bambini con sinusite siano almeno 50 mila, sui circa 150
mila che hanno problemi respiratori. "Sono quelli - precisa Gualtiero Leo,
coordinatore scientifico del convegno - che cominciano ad avere la tosse e il
naso che cola ai primi freddi e guariscono solo quando vanno al mare l'estate
successiva". Tre sono i parametri fondamentali, secondo Leo, che danno origine
alla sinusite: infezione, inquinamento, allergia. E queste componenti formano un
cocktail micidiale, soprattutto d'inverno in città come Milano e altre
metropoli, dove l'inquinamento dell'aria è alto e le polveri sottili ne sono una
concausa e un'aggravante. Ma la sinusite troppo spesso non viene diagnosticata
perchè, come sottolinea Leo, "nel bambino non ha gli stessi sintomi che ha in un
adulto: innanzitutto, raramente nel bambino dà luogo al tipico mal di testa da
sinusite. Invece mostra sintomi come inappetenza e svogliatezza, oltre che la
tosse, dovuta al muco che scivola in gola e che spesso è purulento e per questo
dà luogo anche ad alito cattivo". Più raramente, per fortuna, la sinusite "può
avere esiti gravi a carico del sistema nervoso centrale e agli occhi, strutture
che sono molto vicine ai seni paranasali". Per questi motivi la Società Italiana
di Pediatria (SIP) ha lanciato un allarme e ha dato incarico ai pediatri e ai
laringoiatri di formulare insieme le 'linee guida', che a tutt'oggi non
esistono, per la diagnosi e la terapia della rinosinusite pediatrica.

(Tratto damedical@news del 08/02/2007)






Vaccino: al via le campagne antinfluenzali

E' in corso la campagna di vaccinazione antinfluenzale.
I vaccini antinfluenzali sono regolarmente disponibili
nelle farmacie dal 16 ottobre scorso,
data di inizio della campagna di prevenzione 2006-2007.
Le dosi di vaccino acquistabili in farmacia,
come ricordato in una nota del Ministero della Salute,
sono principalmente destinate ai cittadini che,
pur non rientrando in una delle categorie a rischio,
vogliono comunque proteggersi dall'influenza.
Per le categorie a rischio il vaccino è dispensato gratuitamente
dalle strutture sanitarie pubbliche e dai medici di medicina generale.
Federfarma ricorda infine che il Ministero raccomanda
di effettuare la vaccinazione entro la fine del mese di dicembre
per assicurare una efficace copertura contro l'epidemia influenzale,
prevista a partire da gennaio 2007.

Il periodo ottimale per vaccinarsi è, infatti, in autunno,
per proteggersi dalla massima incidenza dell'influenza,
coincidente di solito con la stagione invernale.
E' indispensabile che si vaccinino tutte le persone
di età pari o superiore a 65 anni,
nonché le persone di tutte le età con patologie di base come diabete,
malattie croniche dell’ apparato respiratorio (inclusa l'asma),
cardiaco, renale, del sangue e per i malati che soffrono
o abbiano sofferto di processi oncologici.
Inoltre, nella circolare ministeriale di quest'anno,
la vaccinazione è raccomandata anche per le donne
che saranno nel secondo e terzo trimestre di gravidanza
durante il periodo epidemico.
Non vi è alcuna raccomandazione, invece,
per i bambini che non rientrano nelle categorie a rischio indicate dal ministero.

(Tratto da Farmaci@magazine n.37 2006)


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